Fiammata dello spread, segnali negativi dagli indici PMI

Fiammata dello spread, segnali negativi dagli indici PMI

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di Fabrizio PattiMilano
22 gennaio 2021In evidenza sui mercati c’è lo spread Btp/Bund. Che nelle scorse settimane era rimasto sotto quota 120 punti base, nonostante il voto di fiducia sul governo. Oggi invece ha superato questa quota, a 125 punti base, 8 in più di ieri.
Molto negativi gli indici azionari. E molto appesantito è proprio l’indice Ftse Mib di Piazza Affari: -1,90%, peggior indice in Europa.
Influiscono l’instabilità politica italiana, con il possibile voto anticipato, ma anche le preoccupazioni per la crescita, evidenziate anche da Christine Lagarde. Ieri la presidente della Bce ha detto che il declino della crescita registrato nel quarto trimestre si riverserà nel primo trimestre del 2021. Non ha però cambiato le previsioni sul Pil dell’intero 2021.
I 66 economisti sentiti sempre dalla Bce in un sondaggio periodico invece hanno abbassato le stime. Il Pil è previsto in salita del 4,4%, contro il 5,3% stimato a ottobre. Per il prossimo anno tuttavia le aspettative salgono dal 2,6 al 3,7%.
Intanto sono arrivate le prime indicazioni sull’economia dell’Eurozona a gennaio, dagli indici Pmi. Registrano gli ordini delle imprese e le attese dei direttori acquisti. E sono scesi sia quelli relativi alla manifattura che i servizi. Questi ultimi rimangono sotto quota 50, che segna il discrimine tra contrazione e crescita dell’economia.
 
Tra i settori a Piazza Affari scendono sia gli industriali, sia i petroliferi che i bancari, influenzati dall’andamento dello spread.