A.Mittal. Arcuri: vogliamo prenderci cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia

A.Mittal. Arcuri: vogliamo prenderci cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia

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di Tiziana Di Giovannandrea
22 gennaio 2021″L’ingresso dello Stato nel capitale non è avvenuto per preservare, investire in uno stabilimento piuttosto che in un altro”, ma “con la volontà di prenderci cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia”. In questo modo si è espresso l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri, intervenendo nello stabilimento Arcelor Mittal di Genova Cornigliano.

“Tra qualche settimana questo ingresso sarà avvenuto e vi faccio una promessa e chiedo un impegno molto semplice: dobbiamo semplicemente metterci a lavorare come fanno le persone normali”.

L’Ad di Invitalia, Domenico Arcuri, parlando dell’ex Ilva, a margine della commemorazione per il 42° anniversario dell’assassinio dell’operaio e sindacalista Fiom Cgil Guido Rossa dell’Italsider, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979 per aver denunciato infiltrazioni della struttura terroristica all’interno della fabbrica, ha specificato come: “Abbiamo fatto un faticoso e, alla fine, proficuo negoziato che si è concluso. Stiamo aspettando l’autorizzazione dell’Antitrust europea, pensiamo che arriverà in pochissime settimane e a febbraio si realizzerà la prima fase dell’ingresso dello Stato nel capitale”. 

Dall’accordo tra Ancelor Mittal ed Invitalia di dicembre 2020 per l’ingresso al 50% dello Stato è la prima volta che Arcuri si reca in uno stabilimento ex Ilva. 

L’accordo tra Arcelor Mittal ed Invitalia prevede un aumento di capitale per 400 milioni di Euro, che darà a Invitalia il 50% dei diritti di voto della società. Tra maggio e giugno 2022 è programmato un secondo aumento di capitale, che sarà sottoscritto fino a 680 milioni da parte di Invitalia e fino a 70 milioni di parte di Arcelor Mittal.

Fondamentale ed indispensabile per Arcuri sono l’accordo sindacale e il dissequestro degli impianti. Inoltre l’Ad di Invitalia ha annunciato la volontà di rendere Taranto come il più importante sito europeo di produzione di “acciaio verde”. Obiettivo che si può raggiungere attraverso tre strade: ricerca della piena occupazione; sostenibilità e redditività mediante l’impiego di forni elettrici e l’impianto di preridotto.

Francesca Re David, segretario generale della Fiom, ha posto in evidenza come all’aumentare della produzione vada allargata l’occupazione. “Dal piano industriale presentato dall’azienda, i primi a ripartire sono gli stabilimenti del Nord perché al Sud c’è tutto il piano ambientale, il rifacimento dei forni, il forno elettrico. Se aumenterà la produzione, Mittal si dovrà porre anche il problema di come allargare l’occupazione” ha detto Re David.